tiscali store BERGAMO VIA C. BATTISTI 1 - LISSONE VIA A. GRAMSCI 45
Italiano
Italiano

 - tiscali store

Storia

 

Tiscali è stata fondata nel gennaio 1998 a Cagliari da Renato Soru, in seguito alla deregolamentazione del mercato telefonico italiano. L'azienda deve il suo nome all'omonimo monte sardo, in cui sono presenti i resti di un villaggio nuragico risalente al VI-IV secolo a.C.

Dal marzo 1999 (da giugno in tutta Italia) Tiscali ha offerto l'accesso gratuito a Internet, denominato Tiscali Free Net[1], spingendo da quel momento tutti i provider italiani ad abrogare l'abbonamento fisso di circa 200 000 Lire l'anno, contribuendo quindi alla diffusione di massa in Italia della rete Internet.

Nel 1999, l'azienda venne quotata sulla Borsa Italiana; dal 2001 fino al 2003 le azioni erano negoziabili anche sulla borsa francese.

Tiscali è stata la prima in Italia a lanciare il servizio di preselezione dell'operatore, e a offrire le telefonate gratuite via internet, grazie al software "Voispring", poi diventato "NetPhone", anche in questo caso non si trattava comunque di chiamate veramente gratuite in quanto il cliente poteva usufruire di questi servizi solo attraverso una connessione a Tiscali grazie alla quale Tiscali riceveva da Telecom Italia una cifra molto vicina a quella spesa per effettuare le cosiddette chiamate "gratuite" ai numeri fissi italiani.

Durante la "Bolla Internet" dell'anno 2000 le quotazioni di Tiscali in borsa salirono in modo vertiginoso e permisero alla società di effettuare numerose acquisizioni "contro carta", offrendo cioè azioni della ditta per acquistare gli asset delle imprese acquisite. Dal 1999 al 2003 Tiscali acquistò numerose aziende europee: le operazioni più grandi furono le acquisizioni di Liberty Surf in Francia e di World Onlinenei Paesi Bassi. La strategia era quella di costituire un "provider pan-europeo" in modo da diventare un'alternativa continentale alle ex aziende di comunicazioni.

 Il 12-13 giugno 2004 si tengono le elezioni per la scelta del presidente della Regione Sardegna e Renato Soru viene eletto. Il 23 settembre 2004 presenta le dimissioni come presidente e come amministratore delegato di Tiscali e sceglie il manager olandese Ruud Huisman come nuovo amministratore delegato (A.D. dal 13 maggio 2004).

Questo evento ha segnato uno spartiacque nella strategia aziendale, che cambiò radicalmente: Tiscali ha venduto quasi tutte le sue controllate estere per focalizzarsi solo sui mercati in cui è molto forte come base-clienti per poter competere con le maggiori società di quei mercati. L'azienda si è focalizzata quindi solo in Italia e Gran Bretagna.

 L'11 gennaio 2006 Tommaso Pompei è nominato A.D. di Tiscali. Nel 2007 sono tornate le acquisizioni con l'acquisto dell'operatore britannico Pipex (Tiscali diviene così il quarto provider internet del Regno Unito) e Homechoice che le permette di entrare nel mercato della IPTV.

Tiscali disponeva di una rete proprietaria in fibra ottica paneuropea (ovvero che attraversa molti nodi del continente europeo) e di una rete di accesso che copre numerose centrali telefoniche (ULL).

Nel novembre 2007 Pompei ha presentato il piano industriale 2008-2012.

Nel gennaio 2008, Tiscali avvia un aumento di capitale. Deliberato dal Consiglio di Amministrazione prevede l'emissione di 149.792.880 azioni ordinarie del valore nominale di 0,50 euro ciascuna e godimento regolare da offrire in opzione agli azionisti, in ragione di 6 nuove azioni ordinarie ogni 17 azioni possedute, al prezzo di 1 euro ciascuna, per un controvalore complessivo di Euro 149.792.880. La ricapitalizzazione avrà effetto da lunedì 14 gennaio fino al 25 gennaio 2008. Il capitale sociale di Tiscali passa da 466.752.605 azioni ordinarie a 616.545.485 azioni ordinarie.

Nel febbraio 2008 Tommaso Pompei (pur rimanendo in azienda) dà le dimissioni e passa il timone al nuovo amministratore delegato Mario Rosso.

Il 6 marzo 2009 un comunicato di Tiscali riguardo alla situazione debitoria crea un forte ribasso delle azioni ma martedì 10 marzo, raggiunto l'accordo con gli istituti di credito, il titolo Tiscali recupera la perdita della seduta precedente.

Il 19 marzo 2009 Renato Soru (dopo la sconfitta alle elezioni regionali) rientra nel consiglio d'amministrazione dell'azienda da lui fondata.

Il 23 marzo 2009 Tiscali lancia Tiscali Mobile.

L'8 maggio 2009 viene annunciata la vendita di Tiscali UK (che produceva il 69% dei ricavi del gruppo Tiscali). In giugno 2009 Tiscali UK è stata venduta a The Carphone Warehouse che poi ha fatto confluire le attività in TalkTalk. Tiscali praticamente è un ISP solo italiano. Tiscali annuncia un nuovo aumento di capitale di 210 milioni di euro.

Il 13 maggio 2009 un comunicato Tiscali afferma: "Mario Rosso si è dimesso da presidente e amministratore delegato di Tiscali Italia e il suo posto verrà preso da Renato Soru." In realtà Mario Rosso rimarrà presidente temporaneamente e amministratore delegato e Soru entrerà nel CdA di Tiscali.

Nell'agosto 2009 Tiscali è entrata nella black list (aziende che devono fornire al mercato un'informazione con cadenza mensile sulla propria situazione aziendale e finanziaria) della Consob.

Il 14 settembre 2009 è avvenuto il raggruppamento delle azioni 10:1; il capitale sociale passa da 616.545.485 azioni ordinarie di Tiscali S.p.A. in 61.654.548 nuove azioni ordinarie.

Nell'ottobre 2009 Tiscali avvia un aumento di capitale da circa 180 milioni di euro. Ogni 22 azioni possedute, si avrà la possibilità di acquistare 643 nuove azioni al prezzo di 0,10 Euro l'una; ad ogni nuova azione, inoltre, è abbinato un warrant (denominato “warrant Tiscali SpA 2009/2014”), che darà diritto di sottoscrivere una nuova azione Tiscali ogni 20 warrant esercitati, a un prezzo di 0,80 euro per ogni azione. Dopo l'aumento di capitale, il capitale sociale sarà composto da 1.861.473.919 azioni. Soru convertirà 30,8 milioni di crediti (da parte di Andalas) in capitale, e scenderà dal 20 al 17,7%.

L'11 febbraio 2010, la capitalizzazione di Tiscali è di circa 290 milioni di euro.

Il 12 ottobre 2009 Tiscali ha presentato il piano industriale 2009-2013[2].

Il 2010 doveva essere un anno di risanamento e di rilancio per Tiscali invece è stato un anno difficilissimo. Le azioni Tiscali hanno chiuso a circa 8 centesimi l'una e, con una perdita del 51,68%, si sono rivelate tra le peggiori azioni della borsa italiana.

Il 2011 è stato un anno privo di grandi avvenimenti per Tiscali ma ha segnato un ulteriore peggioramento: l'EBITDA è peggiorato e sono diminuiti gli utenti ADSL e gli utenti voce. Il 14 agosto 2011 Soru in una intervista dichiara: "La nuova Tiscali non peggiora, migliora. Segue il business plan e dimostra di potercela fare".[3] Nel 2011 il risultato netto di gruppo è negativo per 38,1 milioni di euro.

Nel luglio 2012 le azioni Tiscali hanno raggiunto il minimo storico per una capitalizzazione totale di circa 48 milioni di euro. Nel settembre 2012 Soru dichiara nel suo profilo Facebook: "Tiscali è tutto fuorché una scatola vuota. Paga puntualmente lo stipendio a circa mille persone, ha generato e genera un importante indotto, genera cassa, un margine operativo positivo per circa 60 milioni su base annua, e pur nella crisi generale mostra un nettissimo miglioramento rispetto al passato. Ha saputo focalizzarsi e investire in ricerca e innovazione, e ha appena presentato, o sta per presentare, almeno tre nuovi prodotti Internet su cui fondare il proprio rilancio e la propria presenza anche nei mercati esteri."[4]

Il 19 marzo 2013 viene lanciato istella, il motore di ricerca realizzato da Tiscali e dai fondatori di Arianna in collaborazione con l'Università degli Studi di Pisa e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il 1º settembre l'azienda è diventata partner di Katamail, facendola diventare Tiscali:Katamail.

Da dicembre 2015 Tiscali offre la VDSL2 con profilo 100/20 Mb/s in più di 120 città italiane; la copertura sarà gradualmente estesa nei successivi mesi.

Il 23 dicembre 2015 si completa la fusione per incorporazione di Aria, azienda italiana attiva nelle telecomunicazioni con tecnologia WiMAX,[5] la fusione viene perfezionata a febbraio 2016 con l'acquisizione della licenza da 40 MHz di Aria su frequenza 3.5 Ghz “technology neutral” e la rete di accesso proprietaria Fixed Wireless. Aggregando gli asset di Aria, Tiscali acquisisce una infrastruttura di rete End-to-End proprietaria (rete di trasporto + rete di accesso). Tramite questa infrastruttura di rete proprietaria, Tiscali potrà fornire servizi UltraBroadBand Fixed Wireless LTE. Per effetto della fusione Riccardo Ruggiero assume la carica di amministratore delegato del Gruppo, mentre Renato Soru ne diventa presidente, carica da cui si dimette ad aprile dello stesso anno mantenendo il suo ruolo di azionista.

Da giugno 2016 diventa il principale fornitore di connettività alla pubblica amministrazione italiana, essendosi aggiudicata la gara Consip del sistema pubblico di connettività, insieme a BT Italia e Vodafone Italia.[6][7]

Il 22 settembre 2016, con un comunicato stampa, Tiscali annuncia di aver firmato con Huawei un contratto pluriennale di fornitura di apparati di rete per realizzare nel corso dei prossimi tre anni, a cominciare dal terzo trimestre 2016, una rete di accesso proprietaria a banda ultralarga basata su tecnologia LTE TDD, con una attenzione particolare nelle aree soggette al cosiddetto divario digitale.[8]

In dicembre 2016 stipula un contratto con Fastweb cedendo il ramo d'azienda Tiscali Business, che include i clienti top e il sistema pubblico di connettività aggiudicato in giugno da Consip, ottenendo l'accesso alla rete in fibra di Fastweb ai propri clienti privati domestici e LTE.[9]

Tiscali in seguito alla fusione con ARIA Spa e l'investimento di 15 milioni di euro, avvia un piano per incrementare di altri cinquecento il numero esistente di un centinaio di antenne LTE TDD, volto a fornire connessioni a internet con velocità teorica di download fino a 200 Mb/s tramite tecnologia LTE TDD.[10]

Nella seconda settimana di marzo Tiscali lancia il nuovo logo ufficiale, che si diversifica dal precedente sia per i colori scelti che per il carattere. Allo stesso tempo vengono comunicati i nuovi accordi con Enel Open Fiber e con Fastweb per portare la fibra a casa dei propri clienti nelle zone metropolitane [11].

 - tiscali store

 - tiscali store

 - tiscali store

Agcom sanziona Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb

 

 

Basta bollette telefoniche fatturate ogni 28 giorni. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici TimWind TreVodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche. Al fine di garantire massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti - spiega l'Agicom in una nota - nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo una unità standard (mese) del periodo di riferimento delle rate sottostanti a contratti in abbonamento per adesione, con la delibera 121/17/CONS l'Autorità aveva infatti stabilito nel marzo scorso che per la telefonia fissa e per le offerte convergenti l'unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli. Al termine delle verifiche effettuate da Agcom, è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell'Autorità. Agcom sta inoltre valutando l'adozione di ulteriori iniziative, anche per evitare che le condotte dei principali operatori di telecomunicazioni possano causare un effetto di "trascinamento" verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione dei servizi.